Moby Dick

Moby Dick

Susanna Costaglione
  1. venerdì 12 febbraio, ore 21:00
  • Intero: €18
  • Ridotto: €16

da Herman Melville e da Alessandro Baricco
Scrittura scenica: Claudio Di Scanno
Produzione: Drammateatro

Una riscrittura scenica tratta dal capolavoro di Melville, integrata con alcuni brani colti da Tre scene da Moby Dick di Alessandro Baricco, e che affida a Susanna Costaglione questa polifonia narrativa danzante tra i personaggi di Ishmael e Achab, qui avvolti dalle voci della ciurma di balenieri e marinai che popolano lo spazio mentale della Pequod.

Ogni opera letteraria cela (e paradossalmente nel tentativo di nasconderla la rivela) la biografia del suo autore, la dispiega nascostamente, ne traccia i segmenti narranti ne concatena i nuclei di senso che prendono forma dentro e intorno al racconto, alla storia, alla leggenda. È essa una biografia dell’essere, colta nelle pulsioni e nelle inquietudini che sostanziano la scelta di scrittura e che si dispiegano inesorabilmente sottotraccia, o meglio sott’acqua dato che qui si tratta di mare, di navi e di balene.

Moby Dick è la leggenda dell’ossessione, quella del Capitano Achab che nella vendetta trova e sceglie lo strumento contraddistinto della caccia alle balene, l’arpione che vuole uccidere per dominare una natura misteriosa, indomabile, capace di affermarsi nell’immaginario come dispensatrice di manifestazioni cosmiche enigmatiche, misteriose, finanche soprannaturali.

Ishmael è il Melville della narrazione, l’autore che sceglie Achab come simbolo supremo della perturbante quanto irrefrenabile spinta al dominio della natura e dei suoi misteri, di quell’ignoto subacqueo che vuole scoprire per dominarlo, complice la vendetta per l’offesa subita e di cui il corpo e la stessa mente portano i segni, la ineluttabile espressione di quella essenza fondamentale che disegna l’Essere complesso e profondo. Così, nel gioco di Doppi e Rispecchiamenti se Ishmael racchiude nella sua figura l’autore, è anche vero che lo stesso autore ha la necessità irrinunciabile di creare una figura che gli faccia da specchio deformante: Melville/Ishmael sceglie Achab perché ha la necessità di esplorare l’eccesso che il personaggio esprime.

La caccia a Moby Dick della baleniera Pequod diventa per Ishmael/Melville, lo spazio tempo utile alla conoscenza, un viaggio iniziatico che mentre solca orizzonti oceanici scava nel profondo: nel profondo dell’animo umano dove prendono forma le più ostinate pulsioni di Achab, le sue ossessioni di vendetta, la sua sfida all’ignoto. 

La caccia a Moby Dick è un viaggio iniziatico. Il Capitano Achab mentre solca orizzonti oceanici scava nel profondo del suo animo dove prendono forma le più ostinate pulsioni, le sue ossessioni di vendetta, la sua sfida all’ignoto.

Musiche in scena: Marco di Blasio
Regia: Claudio Di Scanno