Filippo Tognazzo

Caravaggio. In fuga da me stesso

Filippo Tognazzo
  1. venerdì 15 gennaio, ore 21:00
  • Intero: €18
  • Ridotto: €16

di Giuseppe Emiliani e Filippo Tognazzo
Produzione: Teatro Busan – Zelda Teatro – 4DODO

L’arte di Caravaggio è fatta di buio. È fatta di luce. 

Le sue immagini congelano il tempo. I suoi volti, i suoi dettagli, vivamente illuminati, come sotto un riflettore, emergono dal buio con tale arcana chiarezza da sembrare allucinazioni. Spesso estremi. Spesso tormentati.

Guardare i quadri di Caravaggio è come guardare il mondo alla luce di un fulmine.
La sua vita è come la sua arte, una serie di lampi nella più buia delle notti.

Con Caravaggio l’arte non è più il luogo dove la realtà trova un ordine nuovo basato sulle aspettative di bellezza e perfezione dell’animo umano, ma il luogo dove la realtà ci assale con tutta la sua drammaticità. 

Poco si sa, di certo, della sua vita, dei suoi crimini, dei suoi misfatti.
La sua esistenza caotica è fatta di momenti di ascesa e di rovinose cadute.
Una vita bruciata in furori e dissipazioni. 

Maledetto e ribelle, pronto a usare il pennello come il pugnale, Caravaggio sembra essere simbolo di tutte le sregolatezza e  le ambiguità del genio.
L’artista “maledetto” infatti trascorse tutta la sua esistenza nel tentativo di trovare in sè un equilibrio, mai raggiunto, tra creatività, genialità, bravura artistica e l’abitudine alla frequentazione di infime osterie, prostitute, amanti occasionali di ambo i sessi, tra la forzata permanenza nelle prigioni di varie città e l’ospitalità e la protezione offerte a lui da nobili e ricchi committenti.

Accusato di alcuni delitti per futili motivi, fu spesso salvato da pene più dure dai provvidenziali interventi di persone conosciute in ambienti alti. Risse e veri e propri duelli con armi da taglio continuarono a punteggiare la sua vita, tanto da arrivare ad essere sfigurato in un’aggressione a Napoli, città in cui si sparse la voce infondata della sua morte a seguito delle ferite. In realtà morì a Porto San Ercole sul promontorio dell’Argentario in circostanze ancora poco chiare.

Il monologo mescola storia e invenzione, suggestioni d’epoca e frammenti di biografia, per descrivere le ansie dell’artista, la sua ricerca di un’arte nuova che, accerchiata dagli obblighi della tradizione, cerca violentemente di aprirsi alla luce, sullo sfondo di un’epoca cupa, percorsa da conflitti teologici, rivoluzioni scientifiche, guerre ed epidemie. 

Un appassionato monologo che vuole attraversare l’eccezionale avventura artistica e umana di un uomo ostinatamente in fuga da se stesso. Il vagabondaggio di un’anima inquieta, spregiudicata, perennemente alla ricerca di una impossibile felicità. 

Uno spettacolo interattivo, multimediale, dove la narrazione sarà accompagnata dall’animazione virtuale di alcune opere di Caravaggio.
Un poetico viaggio dentro le segrete ombre del pittore per svelarne aspetti sorprendenti e poco conosciuti.

Uno spettacolo interattivo, multimediale, dove la narrazione sarà accompagnata dall’animazione virtuale di alcune opere di Caravaggio.

Scenografia virtuale: Federico Cautero per 4DODO
Regia: Giuseppe Emiliani