Triglie, principesse, tronisti e alpini

Triglie, principesse, tronisti e alpini

Lun 30/07 - ore 21.00




Rassegna
Teatro all’Aperto 2018.
Piazzetta Teatro,
Mogliano Veneto.

di e con David Riondino
musiche dal vivo di Mirio Cosottini

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Cronache cantate dell’Italia più o meno contemporanea.
“Uno dei problemi più complessi della fine del novecento e dell’inizio del millennio è il titolo da dare agli incontri col pubblico di autori che tendono a saltare di palo in frasca”. Che già sarebbe un buon titolo. Più semplice dire che apro il sipario, espongo il banchetto e metto in mostra la mia merce: racconti in versi, canzoni più o meno lunghe e più o meno serie, più o meno autentiche e più o meno parodistiche. Un diario in musica, che fotografa questi primi anni del millennio. Questi anni di crisi, insomma, raccontati a partire dalle canzoni e dalle storie che ho scritto in occasioni molto diverse, per radio, teatro, giornali più o meno satirici, televisione.
Troverete e ritroverò anche io, sempre meravigliandomene, le canzoni che ci mandava il Dottor Djembé da Bora Bora alla radioRai: la strana Hit Parade con le canzoni crudeli di Pino Paoli, di Francesco Puccini con la P, attenzione!), gli inni delle categorie merceologiche delle Pagine Gialle, le canzoni selle piccole emozioni quotidiane dei Lottatori di Sumo, dei Voltapagine di Pollini, dei Vescovi a Conclave per dirne solo alcune. Troverete diverse canzoni sugli animali: Le triglie, i Paguri, i pesci Cha cha cha. Ma anche la Sula e l’Albatros. Mi è poi capitato, fortunatamente e fortunosamente, di mettere in canzone anche diverse novelle di Boccaccio, per una serie di Radio3: e un paio sarà opportuno ascoltarle, per valutare quanto gli antichi fossero contemporanei, come lo è Madonna Filippa in una canzone tratta da un racconto esemplare. E faranno da filo conduttore, i poemetti storici, dalla Fornero a Renzi passando per Grillo e Bersani. Più che politica, epica: la cronaca politica mi interessa solo per quanto ne risulta di cantabile, per quanto se ne possa trasformare in poesia, più o meno grottesca.
Sarà l’occasione di mettere in fila questi interventi sparsi, che sono a modo loro una cronaca degli ultimi anni, ma soprattutto sono esercizi sulla canzone, e sui molti modo di comporla. Rimango solidamente cantautore, per quanto discograficamente indisciplinato. Trattasi insomma di cantautore eclettico, che racconta i suoi tempi giocando con le forme della canzone, Corta, lunga, sibilata, didattica, epico-narrativa, intra-psichica, animalista, centrifuga, centripeta, e ancor di più.
Naturalmente sotto lo sguardo severo di un coro di alpini, invisibile ma vero, che esegue con me due commoventi canzoni d’alta quota. Con la “Q”.