Stagione teatrale 2017-18

MOGLIANO È TEATRO


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CORRADO AUGIAS

CORRADO AUGIAS

Venerdì 20 Ottobre 2017, ore 21.00

Ecce Homo, anatomia di una condanna

di Corrado Augias – regia di Angelo Generali
Perché Gesù venne arrestato? Quali le accuse? Chi era davvero Giuda? Perché tradì? Uno spettacolo per stimolare lo spettatore alla scoperta di un Giusto non “vittima di un gioco di potere” bensì pronto a mettere in gioco per le sue idee la sua stessa vita.

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Sulle ultime ore di Gesù in genere si sa poco; ancora meno si conosce della situazione politica e militare della Palestina in quegli anni. Eppure si tratta di elementi fondamentali per meglio capire la tragica sorte di quel Giusto. Perché Gesù venne arrestato? Quali le accuse? Che cosa spinse il procuratore romano ad emettere una sentenza capitale? I vangeli (canonici e non) danno una spiegazione esauriente – e concorde – degli avvenimenti? O no? Perché si parla così poco di Maria, nulla si dice di Giuseppe? Chi era davvero Giuda? Perché tradì? Se ci si cominciano a porre queste domande si vede subito che di una vicenda raccontata cento volte si sa in generale pochissimo; i lati oscuri e le domande inevase prevalgono nettamente sui fatti noti. Lo spettacolo si avvale di immagini accompagnate da un dolente accompagnamento musicale per stimolare lo spettatore alla scoperta di un Gesù non “vittima di un gioco di potere” bensì pronto a mettere in gioco per le sue idee la sua stessa vita. La scoperta, per certi versi stupefacente, è che un Gesù legato alla terra e al tempo, sostenitore di un messaggio rivoluzionario, rifulge di una luce più intensa del consueto, facendosi ancora più affascinante e commovente.


BATISTO COCO e GIORGIO BERTAN

BATISTO COCO e GIORGIO BERTAN

Venerdì 10 Novembre 2017, ore 21.00

La ballata di Galliano

regia di Davide Bozzato
Galliano, vecchio abusivo veneziano, esce di prigione dopo aver pagato il suo debito con la società (qualche furto per sbarcare il lunario), torna alla sua amata Venezia. Ma in città tutto è cambiato, anche la sua osteria preferita è diventata una sala prove per il gruppo musicale dei Batisto Coco. Il loro incontro con Galliano, tra un susseguirsi di storie e brani musicali eseguiti dal vivo, porterà lo spettatore, attraverso atmosfere popolari e un linguaggio ormai perduti, in una Venezia ormai morta, divenuta preda di un turismo rapace.

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BATISTO COCO Orchestra di salsa veneziana fondata nel 1985, ha avuto l’intuizione di sposare il dialetto veneziano e gli usi e costumi di Venezia con i ritmi di mambo, salsa, merengue e sòn. Con disincantata ironia i Batisto hanno attraversato più di 30 anni di fenomeni di costume. Nella loro lunga attività i Batisto Coco hanno prodotto 10 dischi e si sono esibiti in centinaia di concerti in Italia e all’estero. Oggi il gruppo è formato da: Eddy De Fanti, Massimo Bellio, Franco Busetto, Marco Musoni, Maurizio Pegoraro, Gianni Scanu, Giorgio Schiavon, Paolo Vianello.

GIORGIO BERTAN Allievo di Giovanni Poli a Venezia, lavora in teatro dal 1972. Socio fondatore della Coop. Nuova Scena di Bologna, con cui collabora fino al 1982. Dal 1980 è socio fondatore della Coop. T.A.G. Teatro di Venezia. Nel 1991-92, recita in Francia e Germania con il Théâtre de la Sphère diretto da Anne Sicco. Dal 1993, collabora con il Teatro Stabile del Veneto sotto la direzione di G. Emiliani, G. Bosetti, G. De Bosio, L. Squarzina, E. Marcucci. Dal 2002 al 2005 collabora con la compagnia I Fratellini, diretta da Marcello Bartoli. È regista e tiene stage sulla Commedia dell’Arte e sull’uso della maschera, in Italia e all’estero.


SUSANNA COSTAGLIONE e GIULIA BRIATA

SUSANNA COSTAGLIONE e GIULIA BRIATA

Venerdì 24 e Sabato 25 Novembre 2017 (Giornata della violenza sulle donne), ore 21.00

Amori sbagliati (Otello-Desdemona, Ofelia-Amleto da William Shakespeare)

testo e regia di Giuseppe Emiliani
Donne shakespeariane in preda alle loro disavventure amorose. Amori violenti. Amori sbagliati. Donne in amore in una performance originale, visionaria, sospesa tra realtà e immaginazione, in pieno stile shakespeariano.

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Donne shakespeariane in  preda alle loro disavventure amorose. Amori violenti. Amori sbagliati. Una giovane Desdemona, fragile e guerriera) che attende impaziente Otello per trascorrere con lui la sua prima ( e forse ultima) notte d’amore. Un ambiguo Jago (interpretato da una donna) che confessa senza pudore la sua attrazione fatale per Desdemona ma soprattutto il suo indicibile amore per Otello. Una misteriosa  donna che istruisce Ofelia alle arti magiche e riesce a farle immaginare una improbabile notte di passione con l’irraggiungibile principe Amleto. Titania, la regina delle fate, innamorata del poeta che l’ha creata… Donne in amore in una performance originale, visionaria, sospesa tra realtà e immaginazione, in pieno stile shakespeariano.


RICCARDO ROSSI

RICCARDO ROSSI

Venerdì 15 Dicembre 2017, ore 21.00

That’s life (Questa è la vita)

di Riccardo Rossi e Alberto Di Risio
Lo showman racconta pregi e difetti della vita facendo sorridere e allo stesso tempo riflettere. Un racconto autobiografico «almeno fino ai 50 anni», assicura Rossi, che per gli anni successivi si è ispirato «ad amici più vecchiarelli ma giovani dentro», alla ricerca della ricetta della felicità.

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Nel suo spettacolo “That’s Life! Questa è la vita” scritto insieme ad Alberto Di Risio, che sembra il seguito del precedente “L’amore è un gambero” dove si parlava di sentimenti, lo showman racconta pregi e difetti della vita (e degli uomini) facendo sorridere e allo stesso tempo riflettere. Un racconto autobiografico «almeno fino ai 50 anni», assicura Rossi, che per gli anni successivi si è ispirato «ad amici più vecchiarelli ma giovani dentro», alla ricerca della ricetta della felicità: «perché alla fine gli attimi più belli della vita sono quelli che condividi con chi ami». Insomma, a conti fatti, qual è l’età migliore nella vita di una persona? «Credo sia la giovinezza, quella fase che vai dai 19 ai 40 anni perchè ci sentiamo sempre dei cavalli da corsa – scherza – L’adolescenza? No per carità troppi ormoni! Però chissà forse invece scoprirò che il bello deve ancora venire. E ve lo saprò dire». Magari a teatro.

 


SERENA DANDINI

SERENA DANDINI

Venerdì 26 Gennaio 2018, ore 21.00

Serendipity, memorie di una donna difettosa

di Serena Dandini – con Germana Pasquero e il dj Dmitri Cebotari
Un’opera buffa che mescola il reading alla musica, “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero. Una serata atipica che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.

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Serena Dandini approda a teatro con un’opera buffa che mescola il reading alla musica, “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero. Tutto ha inizio da una semplice domanda di pensione che la protagonista ingenuamente pensa di poter ottenere dopo anni di onorata carriera. Ma l’insano desiderio si scontra con l’implacabile Legge Fornero che ha già rigettato milioni di inconsapevoli italiani. A negarglielo in scena è la Fornero in persona o meglio la sua migliore incarnazione (Germana Pasquero) che con il cinismo lacrimoso ormai noto toglie ogni speranza alla malcapitata. Inutili le rievocazioni di vicende, avventure, passioni e fallimenti che hanno costellato la sua avventura lavorativa: un’intervista-interrogatorio “non richiesta” da parte di una sulfurea Leosini (sempre Germana Pasquero) inchioda la Dandini alle sue responsabilità, svelando anche lati oscuri della sua vita. Dalla passione per i giardini a quella per la musica, dalle ossessioni per le cose inutili alle numerose debolezze, tutto viene messo a nudo senza pietà dal più famoso pubblico ministero della tv italiana. Una serata atipica, più che altro un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.

 


ALESSANDRO ALBERTIN e MICHELA OTTOLINI

ALESSANDRO ALBERTIN e MICHELA OTTOLINI

Venerdì 16 Febbraio 2018, ore 21.00

Marco Pantani, il campione fuori norma

di Alessandro Albertin – regia di Michela Ottolini
Uno spettacolo sulle straordinarie imprese e sulla tragica morte di Marco Pantani. Uno spettacolo sull’accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti. Il ritratto di un campione, capro espiatorio per lo sport italiano.

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Durante una tappa del Giro d’Italia, Marco Pantani scala il Passo del Mortirolo come fosse una semplice collina ed entra prepotentemente nel cuore dei tifosi italiani. È il 5 giugno 1994. Comincia da lì una carriera straordinaria, costellata da una serie impressionante di infortuni e fatta di poche ma storiche vittorie. L’apice viene raggiunto nel 1998, con la conquista del Giro d’Italia e del Tour de France. L’anno seguente è quello della definitiva consacrazione, del più che probabile secondo Giro d’Italia. A Madonna di Campiglio, a due tappe dalla fine, viene fermato perché il suo sangue presenta dei valori fuori norma. È il 5 giugno 1999. Esattamente cinque anni dopo la favola finisce. Da qui comincia un accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti che non ha precedenti. Pantani diventa per molti “il dopato d’Italia”. Si può dire che il tutto sia servito a qualcuno? Che abbia fatto comodo a certi meccanismi di potere? Si può dire che Marco Pantani sia stato un capro espiatorio per lo sport italiano? Partendo da queste domande abbiamo cercato di capire se quanto successo dopo Madonna di Campiglio fosse normale. Oppure no.

 


GIANCARLO PREVIATI, ALESSANDRO SCHIAVO E MARIA CELESTE CAROBENE

GIANCARLO PREVIATI, ALESSANDRO SCHIAVO E MARIA CELESTE CAROBENE

Venerdì 16 Marzo 2018, ore 21.00

L’uomo dal fiore in bocca – La patente

di Luigi Pirandello – regia di Giuseppe Emiliani
Una atmosfera rarefatta. Due atti unici. Due capolavori dove l’abilità pirandelliana oscilla tra virtuosismo e poesia, in un continuo gioco di ruoli e di maschere a cui nessuno può sottrarsi.

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Due atti unici. Due capolavori. Ne L’uomo dal fiore in bocca l’abilità pirandelliana, oscillante tra virtuosismo e poesia, crea un’atmosfera rarefatta in cui il protagonista, sentendo ormai prossima la fine, dimentica se stesso e la propria sorte per vivere e analizzare ogni sensazione come se fosse l’ultima. Ne La Patente l’autore sviluppa il tema focale della sua drammaturgia: ciascuno ha una maschera, un ruolo da giocare. Una maschera e un ruolo cui nessuno può sottrarsi, perché il pregiudizio della massa non solo ha una parte importante nella vita del singolo, ma finisce per avere sempre il sopravvento.


ELEONORA FUSER

ELEONORA FUSER

Venerdì 13 Aprile 2018, ore 21.00

Cuor

* Il caso RESISTENZE FEMMINILI
dalle parole di Rina Cavalieri – canti a cura di Giuseppina Casarin
coro “Calle delle Perle” – testo e regia Sandra Mangini

La vita di Clementina Cavalieri, detta Rina, attraversa tutto il Novecento. Lavoratrice di perle, operaia dell’Arsenale di Venezia durante la guerra, protagonista di azioni di soccorso ai prigionieri dopo l’8 settembre. Una storia semplice e straordinaria. Un modo generoso e irruento di stare al mondo, un cuore libero, uno sguardo aperto verso il mondo.

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Clementina Cavalieri detta Rina è nata nel 1914 in una delle zone più popolari di Venezia. La sua vita attraversa tutto il Novecento e inevitabilmente interseca i grandi eventi della storia del nostro paese, ma è il modo in cui lei ha partecipato a tutto questo, come scelta personale, che ha fatto nascere in noi il desiderio di farne uno spettacolo. Il monologo, interpretato in un efficace dialetto veneziano dall’abilità e maestria di Nora Fuser, procede in parallelo su più percorsi: cominciando dalle radici familiari, si rivolge poi all’autonomia e alle rivendicazioni legate al lavoro di “impiraressa” (infilaperle), principi acquisiti fin da bambina, difesi fortemente e avvertiti come forma di realizzazione e al tempo stesso strumento di emancipazione di cui si è sempre fatta portatrice. La sua vita si snoda nella storia del nostro paese, si racconta del suo impegno durante la resistenza, dell’attitudine a recitare e a cantare durante il lavoro, alleviandolo con momenti di gioia e divertimento per sé e le compagne. Divertimento fatto di cose semplici come il gioco della tombola che apre e chiude lo spettacolo. Assieme alle canzoni dell’epoca, vi è una parte canora molto suggestiva curata da Giuseppina Casarin che guida il Coro delle Perlère. Lavoratrice di perle, aiutante di un laboratorio di scialli, operaia dell’Arsenale di Venezia durante la guerra, protagonista di azioni di soccorso ai prigionieri dopo l’8 settembre, Rina è soprattutto una donna forte, coraggiosa e vitale. Quando è stata intervistata da Maria Teresa Sega, tra il 1986 e il 1990, inventava, ancora battagliera, spazi di condivisione per sé e gli altri. Con il suo talento d’artista e la sua insopprimibile intolleranza verso i soprusi del potere, ci ha consegnato una storia, semplice e straordinaria, piena di voglia di vivere, di gioco e di senso della vita in comune. Un modo generoso e irruento di stare al mondo, un cuore libero, uno sguardo aperto che genera nuove possibilità.


ANNA TRINGALI

ANNA TRINGALI

Venerdì 20 Aprile 2018, ore 21.00

Lo schifo

* Il caso ILARIA ALPI
con Anna Tringali – Drammaturgia Stefano Massini
Regia di Giorgio Sangati

Mogadiscio, Somalia, 20 marzo 1994, le 13.04. Ilaria Alpi, giornalista italiana del TG3 viene uccisa insieme al suo operatore Miran Hrovatin. Il testo di Massini, lontano dalla retorica celebrativa, tenta di ricostruire i suoi ultimi giorni: una ricostruzione emotiva fatta di immagini, suoni, parole, lettere, segni. 

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Mogadiscio, Somalia, 20 marzo 1994, le 13.04. Ilaria Alpi, giornalista italiana del TG3 viene uccisa insieme al suo operatore Miran Hrovatin.

Il caso Alpi ha dell’incredibile: in una Somalia disseminata di rovine e memorie coloniali un silenzio inscalfibile copre le manovre di scaltrissimi uomini d’affari collusi e corrotti. È questo silenzio che Ilaria attacca frontalmente, spalancando squarci di inaudita verità su un’Africa italiana dilaniata da guerre intestine, tra rifiuti tossici, faraoniche quanto inutili opere pubbliche, traffici d’armi, epidemie di colera, integralismi islamici, pirati, sultani e grottesche festicciole tricolori per celebrare la cooperazione internazionale, ufficialmente lì per riportare la pace, la speranza.

A distanza di più vent’anni da quell’omicidio, però, la maggioranza degli italiani ignora perfino l’esistenza della ventunesima regione italiana, della Somalia; ignora gli interessi, le speculazioni, i miliardi, gli “zeri” che gli italiani hanno guadagnato sulla pelle della popolazione; ma, soprattutto, ignora come e perché Ilaria Alpi sia stata ammazzata e da morta, umiliata dall’insabbiamento delle indagini.

Una storia che tutti dovrebbero vedere, che tutti dovrebbero conoscere oggi più che mai.


GIACOMO ROSSETTO

GIACOMO ROSSETTO

Venerdì 4 maggio 2018, ore 21.00

Borsellino

* Il caso BORSELLINO
Spettacolo vincitore del “Premio Grotte della Gurfa per il Teatro d’impegno civile” promosso dall’Assemblea Regionale Siciliana.
di e con Giacomo Rossetto.
Con lo spettacolo si vuole raccontare la vita del magistrato Borsellino attraverso la descrizione dell’uomo Paolo, un uomo tutto d’un pezzo, un uomo che non accetta compromessi, un uomo dal forte rigore morale, un uomo semplice diventato eroe, il cui lavoro però non è ancora finito. 

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Il giudice Paolo Borsellino, assassinato da cosa nostra assieme a cinque agenti della sua scorta nella strage di via d’Amelio, è considerato uno dei personaggi più importanti e prestigiosi nella lotta contro la mafia, insieme al collega ed amico Giovanni Falcone. Sono passati 25 anni da quel maledetto 19 luglio, giorno della strage. Con lo spettacolo si vuole raccontare la vita del magistrato Borsellino attraverso la descrizione dell’uomo Paolo, un uomo tutto d’un pezzo, un uomo che non accetta compromessi, un uomo dal forte rigore morale, un uomo semplice diventato eroe, il cui lavoro però non è ancora finito. Si parla di Palermo, dell’Italia, del maxiprocesso, del pool antimafia, degli omicidi, dei pentiti. Dopo la morte dell’amico fraterno e collega Giovanni Falcone, il coraggio è ciò che spinge, nonostante la paura, il giudice Paolo Borsellino a compiere fino in fondo il proprio dovere. Di magistrato e di uomo, perché pubblico e privato si contaminano sempre nella sua vita: i pensieri del giudice si rispecchiano in quelli dell’uomo e viceversa. È una storia di parole, fatti, speranze, delusioni, numeri. Numeri che raccontano i kg di tritolo. Numeri che raccontano i mafiosi condannati. Numeri che raccontano gli amici persi. Numeri che sono grandi o piccoli, ma sempre importanti. È una storia fatta di parole e suoni, musiche e canzoni. Per continuare a lottare.  


PREVIATI, WOLF, MANNINO

PREVIATI, WOLF, MANNINO

Mercoledì 9 Maggio 2018, ore 21.00

Dal buio un grido (Aldo moro come Antigone)

* Il caso MORO
con Giancarlo Previati, Francesco Wolf, Margherita Mannino
testo e regia Giuseppe Emiliani – produzione Teatro Busan

Il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro è stato senza dubbio l’episodio più grave nella storia dell’Italia repubblicana. Oggi, dopo sei processi ed un numero infinito di libri, inchieste, film e fiction TV, il rapimento di Aldo Moro resta ancora una delle pagine più oscure degli ultimi trent’anni.  

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Traendo spunto soprattutto dalle lettere del sequestrato abbiamo deciso di portare in scena questa drammatica vicenda con uno recital-spettacolo, che ripercorre la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra. Una crudele pagina della storia italiana sviscerata umanamente e drammaticamente, mettendone in risalto gli aspetti tragici e la sofoclea dicotomia tra legge morale e legge di stato.

Su questa vicenda si sono confrontate due concezioni opposte, a ognuna delle quali va una parte di ragione. I sostenitori del valore della vita umana considerata come bene assoluto al quale ogni altra valutazione va subordinata. I difensori della Repubblica, chi temeva cioè che cedendo ai terroristi si aprisse una spirale di ricatti, in grado di far soccombere la concezione stessa dello “Stato”. Ognuna delle due parti poté reclamare una valida motivazione di natura etica. Anche questo, non solo la sorte del prigioniero, ha reso l’intera vicenda una tragedia, nel senso greco del termine: un conflitto, uno scontro senza soluzione possibile. Una tragedia antica, risolvibile solo sulla base di un’idea più religiosa che politica, il dilemma di Antigone: Polis contro Pietas.

Le numerose lettere scritte da Moro nella “Prigione del Popolo” sono oggi un documento umano e politico di enorme importanza; vale la pena di rileggerle, di riascoltarle. Per questo abbiamo ripercorso la cronaca di quel tragico evento: le lettere, i documenti, le immagini d’archivio, i commenti, i punti di vista, la ricostruzione dei fatti fino al drammatico epilogo.