Stagione teatrale 2017-18

MOGLIANO È TEATRO


CORRADO AUGIAS

CORRADO AUGIAS

Venerdì 20 Ottobre 2017, ore 21.00

Ecce Homo, anatomia di una condanna

di Corrado Augias – regia di Angelo Generali
Perché Gesù venne arrestato? Quali le accuse? Chi era davvero Giuda? Perché tradì? Uno spettacolo per stimolare lo spettatore alla scoperta di un Giusto non “vittima di un gioco di potere” bensì pronto a mettere in gioco per le sue idee la sua stessa vita.

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Sulle ultime ore di Gesù in genere si sa poco; ancora meno si conosce della situazione politica e militare della Palestina in quegli anni. Eppure si tratta di elementi fondamentali per meglio capire la tragica sorte di quel Giusto. Perché Gesù venne arrestato? Quali le accuse? Che cosa spinse il procuratore romano ad emettere una sentenza capitale? I vangeli (canonici e non) danno una spiegazione esauriente – e concorde – degli avvenimenti? O no? Perché si parla così poco di Maria, nulla si dice di Giuseppe? Chi era davvero Giuda? Perché tradì? Se ci si cominciano a porre queste domande si vede subito che di una vicenda raccontata cento volte si sa in generale pochissimo; i lati oscuri e le domande inevase prevalgono nettamente sui fatti noti. Lo spettacolo si avvale di immagini accompagnate da un dolente accompagnamento musicale per stimolare lo spettatore alla scoperta di un Gesù non “vittima di un gioco di potere” bensì pronto a mettere in gioco per le sue idee la sua stessa vita. La scoperta, per certi versi stupefacente, è che un Gesù legato alla terra e al tempo, sostenitore di un messaggio rivoluzionario, rifulge di una luce più intensa del consueto, facendosi ancora più affascinante e commovente.

 


SUSANNA COSTAGLIONE e GIULIA BRIATA

SUSANNA COSTAGLIONE e GIULIA BRIATA

Venerdì 24 e Sabato 25 Novembre 2017 (Giornata della violenza sulle donne), ore 21.00

Amori sbagliati (Otello-Desdemona, Ofelia-Amleto da William Shakespeare)

testo e regia di Giuseppe Emiliani Donne shakespeariane in preda alle loro disavventure amorose. Amori violenti. Amori sbagliati. Donne in amore in una performance originale, visionaria, sospesa tra realtà e immaginazione, in pieno stile shakespeariano.

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Donne shakespeariane in  preda alle loro disavventure amorose. Amori violenti. Amori sbagliati. Una giovane Desdemona, fragile e guerriera) che attende impaziente Otello per trascorrere con lui la sua prima ( e forse ultima) notte d’amore. Un ambiguo Jago (interpretato da una donna) che confessa senza pudore la sua attrazione fatale per Desdemona ma soprattutto il suo indicibile amore per Otello. Una misteriosa  donna che istruisce Ofelia alle arti magiche e riesce a farle immaginare una improbabile notte di passione con l’irraggiungibile principe Amleto. Titania, la regina delle fate, innamorata del poeta che l’ha creata… Donne in amore in una performance originale, visionaria, sospesa tra realtà e immaginazione, in pieno stile shakespeariano.


RICCARDO ROSSI

RICCARDO ROSSI

Venerdì 15 Dicembre 2017, ore 21.00

That’s life (Questa è la vita)

di Riccardo Rossi e Alberto Di Risio
Lo showman racconta pregi e difetti della vita facendo sorridere e allo stesso tempo riflettere. Un racconto autobiografico «almeno fino ai 50 anni», assicura Rossi, che per gli anni successivi si è ispirato «ad amici più vecchiarelli ma giovani dentro», alla ricerca della ricetta della felicità.

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Nel suo spettacolo “That’s Life! Questa è la vita” scritto insieme ad Alberto Di Risio, che sembra il seguito del precedente “L’amore è un gambero” dove si parlava di sentimenti, lo showman racconta pregi e difetti della vita (e degli uomini) facendo sorridere e allo stesso tempo riflettere. Un racconto autobiografico «almeno fino ai 50 anni», assicura Rossi, che per gli anni successivi si è ispirato «ad amici più vecchiarelli ma giovani dentro», alla ricerca della ricetta della felicità: «perché alla fine gli attimi più belli della vita sono quelli che condividi con chi ami». Insomma, a conti fatti, qual è l’età migliore nella vita di una persona? «Credo sia la giovinezza, quella fase che vai dai 19 ai 40 anni perchè ci sentiamo sempre dei cavalli da corsa – scherza – L’adolescenza? No per carità troppi ormoni! Però chissà forse invece scoprirò che il bello deve ancora venire. E ve lo saprò dire». Magari a teatro.

 


SERENA DANDINI

SERENA DANDINI

Venerdì 26 Gennaio 2018, ore 21.00

Serendipity, memorie di una donna difettosa

di Serena Dandini – con Germana Pasquero e il dj Dmitri Cebotari
Un’opera buffa che mescola il reading alla musica, “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero. Una serata atipica che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.

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Serena Dandini approda a teatro con un’opera buffa che mescola il reading alla musica, “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero. Tutto ha inizio da una semplice domanda di pensione che la protagonista ingenuamente pensa di poter ottenere dopo anni di onorata carriera. Ma l’insano desiderio si scontra con l’implacabile Legge Fornero che ha già rigettato milioni di inconsapevoli italiani. A negarglielo in scena è la Fornero in persona o meglio la sua migliore incarnazione (Germana Pasquero) che con il cinismo lacrimoso ormai noto toglie ogni speranza alla malcapitata. Inutili le rievocazioni di vicende, avventure, passioni e fallimenti che hanno costellato la sua avventura lavorativa: un’intervista-interrogatorio “non richiesta” da parte di una sulfurea Leosini (sempre Germana Pasquero) inchioda la Dandini alle sue responsabilità, svelando anche lati oscuri della sua vita. Dalla passione per i giardini a quella per la musica, dalle ossessioni per le cose inutili alle numerose debolezze, tutto viene messo a nudo senza pietà dal più famoso pubblico ministero della tv italiana. Una serata atipica, più che altro un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.

 


ALESSANDRO ALBERTIN e FRANCESCA BOTTI

ALESSANDRO ALBERTIN e FRANCESCA BOTTI

Venerdì 16 Febbraio 2018, ore 21.00

Marco Pantani, il campione fuori norma

di Alessandro Albertin – regia di Michela Ottolini
Uno spettacolo sulle straordinarie imprese e sulla tragica morte di Marco Pantani. Uno spettacolo sull’accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti. Il ritratto di un campione, capro espiatorio per lo sport italiano.

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Durante una tappa del Giro d’Italia, Marco Pantani scala il Passo del Mortirolo come fosse una semplice collina ed entra prepotentemente nel cuore dei tifosi italiani. È il 5 giugno 1994. Comincia da lì una carriera straordinaria, costellata da una serie impressionante di infortuni e fatta di poche ma storiche vittorie. L’apice viene raggiunto nel 1998, con la conquista del Giro d’Italia e del Tour de France. L’anno seguente è quello della definitiva consacrazione, del più che probabile secondo Giro d’Italia. A Madonna di Campiglio, a due tappe dalla fine, viene fermato perché il suo sangue presenta dei valori fuori norma. È il 5 giugno 1999. Esattamente cinque anni dopo la favola finisce. Da qui comincia un accanimento mediatico e giudiziario nei suoi confronti che non ha precedenti. Pantani diventa per molti “il dopato d’Italia”. Si può dire che il tutto sia servito a qualcuno? Che abbia fatto comodo a certi meccanismi di potere? Si può dire che Marco Pantani sia stato un capro espiatorio per lo sport italiano? Partendo da queste domande abbiamo cercato di capire se quanto successo dopo Madonna di Campiglio fosse normale. Oppure no.

 


GIANCARLO PREVIATI, ALESSANDRO SCHIAVO E MARIA CELESTE CAROBENE

GIANCARLO PREVIATI, ALESSANDRO SCHIAVO E MARIA CELESTE CAROBENE

Venerdì 16 Marzo 2018, ore 21.00

L’uomo dal fiore in bocca – La patente

di Luigi Pirandello – regia di Giuseppe Emiliani
Una atmosfera rarefatta. Due atti unici. Due capolavori dove l’abilità pirandelliana oscilla tra virtuosismo e poesia, in un continuo gioco di ruoli e di maschere a cui nessuno può sottrarsi.

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Due atti unici. Due capolavori. Ne L’uomo dal fiore in bocca l’abilità pirandelliana, oscillante tra virtuosismo e poesia, crea un’atmosfera rarefatta in cui il protagonista, sentendo ormai prossima la fine, dimentica se stesso e la propria sorte per vivere e analizzare ogni sensazione come se fosse l’ultima. Ne La Patente l’autore sviluppa il tema focale della sua drammaturgia: ciascuno ha una maschera, un ruolo da giocare. Una maschera e un ruolo cui nessuno può sottrarsi, perché il pregiudizio della massa non solo ha una parte importante nella vita del singolo, ma finisce per avere sempre il sopravvento.


ALESSANDRO ALBERTIN

ALESSANDRO ALBERTIN

Venerdì 13 Aprile 2018, ore 21.00

Mi chiamo Sad e di notte sogno il mio cognome

testo e regia di Giuseppe Emiliani
La storia di Sad è una storia vera. La storia di un clandestino, di un immigrante, di un irregolare, di uno straniero, di un extracomunitario illegale: uno degli ultimi dannati della terra.

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La storia di Sad è la storia di chi ha conosciuto il doloroso abbandono della propria casa, delle proprie radici. La storia di chi si sposta continuamente: in Italia o sulla frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti, oppure in Spagna o in Francia, ovunque. E’ la storia di quegli uomini che né la repressione, né le minacce potranno mai arrestare. La storia di Sad e’ la storia di quegli uomini che hanno deciso di non rassegnarsi alla sorte miserabile e intollerabile che gli dei e gli uomini gli hanno riservato.